Tra noi e il benessere: la Mediazione Naturale

Cosa intendo per Mediazione Naturale? Cosa la distingue dal Counseling a Mediazione Naturale? Questo breve articolo (già postato su fb), prova a dire qualcosa. 

L’altro giorno mi hanno chiesto una cosa all’apparenza scontata:
cos’è la Mediazione Naturale? Ovvero cosa si intende per Mediazione nell’ambito concettuale del Counseling a Mediazione Naturale.
Provo a rispondere.
Il termine Mediazione rimanda a qualcosa che sta in mezzo. Nel Counseling a Mediazione Naturale, è l’ambiente, la natura che si pone come medium, come ponte, come sfondo, della relazione tra due persone (il counselor e il suo cliente).
Ma se voglio dare alla Mediazione Naturale uno statuto autonomo rispetto al Counseling cosa succede? Quella Naturale, che mediazione è? Sta in mezzo a chi o a cosa?
Io credo si possa dire che la Natura, approcciata in un certo modo, stia in mezzo tra la persona e il proprio benessere, fors’anche alla propria felicità, se intesi come una realizzazione di ciò che siamo (o almeno di una parte di ciò che siamo).
Inoltre sta in mezzo (o tutto attorno) come una via, come un ponte sospeso, tra il sé individuale (il proprio mero essere singolari e individuali), il sé personale (tappa intermedia che ci vede collegati a noi stessi, agli altri e al mondo) e il Sé, quel grande Sé in cui comprendiamo di essere ontologicamente e radicalmente in relazione a tutto il resto.
Sta in posizione centrale tra noi, la società e la specie. E’ il collante della nostra cittadinanza terrestre, della nostra Comunità di destino, come direbbe Edgar Morin.
E’ al centro della nostra evoluzione come specie. E dunque il nostro modo di essere è misura di come la relazione con essa ci abbia costituito.
E’ un punto di vista che media tra l’ego e l’eco. Una posizione per tornare a guardare come la cultura abbia conformato il nostro modo di pensare e di porci nel mondo.
Allora se queste e altre considerazioni sulla natura reggono, la Mediazione che ne può derivare è un modo di considerare il mondo materiale, spirituale e delle idee.
Di certo c’è bisogno di persone in grado di collegarsi e collegare alla Natura. Perché, in fondo già lo siamo, ma lo abbiamo dimenticato da molto, molto tempo.
C’è oggi un’urgenza in più oltre a quella della crescita personale di esseri finiti quali noi siamo, e di quella fondamentale della giustizia sociale. C’è un’urgenza planetaria che riguarda la specie umana e quelle di altre forme di vita.

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