Lo Stupore come possibile accento è il titolo di questo breve articolo che fa sintesi di una giornata dedicata alla risalita di un torrente. Il titolo della giornata era invece: Alla confluenza dello stupore. La parola accento sta a indicare la possibilità di portare l’attenzione del gruppo

Risalire un torrente è prima di tutto risalire un torrente. Senza sovra pensieri e immediatamente, con semplicità, è contatto, cammino, incontro tra sensi ed elementi, attraversamento del paesaggio e nutrimento di immagini.

Su tutto ciò si può mettere (ma non è indispensabile) un accento per orientare l’attenzione.
Ad esempio sulla capacità di stupirsi, di meravigliarsi, di non restare indifferenti.

Come si imbandisce una tale giornata? Con un girotondo di elementi:
- lo stupore
- il cambio di prospettiva
- la sintonia con la natura
- la percezione, il gruppo
Si invoca un atteggiamento di rispetto, attenzione reciproca, responsabilità, avventura e poesia.
Poi si porgono piccole cose: l’esplorazione silenziosa e l’ascolto delle sensazioni, la scelta di un percorso (qui, adesso e biografico) che dipende da come percepisco le immagini. L’attenzione al flusso che ci attraversa, a come le cose entrano in figura e passano sullo sfondo.
Autori distanti e diversi indicano come l’acqua e la roccia siano collegate, come il morbido vince, alla fine, il duro.
“Paesarsi”è costruire uno spazio simbolico, tra acqua e pietra, diventa possibile portando sulle cose uno sguardo diverso (come suggerito da Brun o Munari).
Allora il villaggio di pietre diventa metafora del gruppo in cammino.
Montagna e Acqua è il nome della pittura di paesaggio cinese. Ma i due elementi sono anche poli della natura e dell’umana sensibilità. Si gioca, quindi a lasciare un segno.

Pittura effimera quella con l’acqua sulle rocce calde, ma non priva di effetto. Si gioca, si riposa, si sale, si torna
